CHE COS’E’ LA DANZATERAPIA

 


 

Esiste una Danza che parla di Te, che gioca, che è poesia in movimento, incontro con l’Altro.

È lì nel tuo centro e chiede solo d’essere liberata…

                                                                                                         Betti

 

Noi tutti sperimentiamo continuamente un movimento di contrazione e di successiva espansione del nostro essere. Le esperienze faticose sono spesso la premessa necessaria al raggiungimento di una maggior consapevolezza; l’osservazione di un nostro limite può diventare la spinta per la sua integrazione.  L’agire nel “fuori” trova nutrimento in una motivazione che sta “dentro”….Tutto questo movimento è paragonabile a un ciclo infinito di “andate e ritorni”, durante il quale si scopre che il cammino stesso è la meta 

La Danzaterapia è un cammino di auto-conoscenza, di comunicazione con l’Altro e con la realtà circostante, attraverso il movimento. Promuove un linguaggio del corpo che si manifesta gradualmente, seguendo un itinerario di coscienza, di presenza, di libertà e di affettività. Risponde alla necessità di riconoscere la propria “forma” e di contattare la propria unicità, all’interno di un gruppo che, condividendo la stessa esperienza, allo stesso tempo accoglie e sostiene.

Nello sperimentare il movimento che, secondo i ritmi di ciascuno, diviene sempre più libero e fiducioso, si riscopre la propria identità e la si afferma con pienezza crescente, con un piacere che si declina attraverso la propria creatività liberata. È proprio in questa possibilità concreta di “movimento verso”, di “cambiamento” che sta il significato del termine “terapia” affiancato alla parola “danza”.

METODOLOGIA

Il metodo Maria Fux facilita l’incontro con noi stessi, ma porta anche a lanciare ponti  verso l’altro, poiché nella comprensione e accettazione di sé, il movimento interiore ed esteriore si fa più ampio, riconosce e abbraccia l’altro come proprio specchio.

Gli stimoli proposti sono inviti a un movimento naturale che si libera da schemi estetici prefissati e porta a galla il proprio nucleo creativo. La ricerca di nuovi percorsi a partire dall’integrazione dei limiti, sviluppando le aree di possibilità, promuove anche un’integrazione delle propri vissuti emotivi, senza passare dalla parola. Lo spazio, nella sua concretezza, (il pavimento, l’aria, le pareti) e tutto ciò che contiene, (forme, linee, vuoti, l’Altro) viene esplorato e vissuto con un approccio delicato e rispettoso, al quale ciascuno si apre con i propri tempi.