IL REBIRTHING, il Respiro consapevole Alberto Pomari

Se tutto un infinito
 ha potuto raccogliersi in un Corpo,
come da un corpo
disprigionare non si può l'immenso?


Alda Merini

da La Presenza di Orfeo

 

Sviluppato da Leonard Orr nei primi anni ’70, il rebirthing consiste in una tecnica respiratoria che favorisce la conquista di una profonda consapevolezza di corpo, emozioni e mente.

Rebirthing significa rinascere, a questa pratica è stato attribuito questo nome per due ragioni fondamentali: la prima è legata al fatto che il rilassamento indotto dal rebirthing, spesso fa riaffiorare il ricordo della propria nascita; mentre in seconda istanza, il benessere ottenuto attraverso un ciclo di sedute di respiro, è tale da suggerire la sensazione di sbocciare a vita nuova, una rinascita caratterizzata da una più profonda consapevolezza di sé e da una aumentata capacità di provare gioia nella propria esistenza.

L’obiettivo che si pone il rebirthing è quello di offrire la conoscenza di uno strumento semplice totalmente privo di pericoli, in grado di accrescere come detto la felicità, il potere, e il benessere di chi lo pratica, portando l’accento sulla capacità personale di trovare la soluzione dei propri problemi.

Il rebirthing non è una terapia, ma un metodo olistico fortemente efficace, atto a riportare in equilibrio il sistema mente corpo, permettendo ai praticanti, che nel mondo sono milioni, di crescere e sviluppare il proprio potenziale.

Il respiro consapevole risulta essere di grande beneficio per chiunque possa respirare normalmente, si tratta di una tecnica semplice, che richiede però la presenza di una persona qualificata ed esperta, il rebirther appunto, in grado di spiegare prima che inizi la seduta, quali possono essere gli effetti indotti dalla respirazione attiva.

La crescita personale è esigenza sentita dall’uomo fin dall’antichità, e il fulcro di tale attività è la conoscenza di sé, un’indagine che l’uomo necessariamente conduce seguendo due direzioni opposte e complementari: il dentro e il fuori, l’aspetto interiore e la relazione con l’ambiente, la dimensione verticale della ricerca spirituale e quella orizzontale del radicamento terreno.

Come le antiche tecniche di autoconsapevolezza messe a punto in Oriente, anche il rebirthing si propone di fornire una via per il miglioramento di sé attraverso l’esperienza.

L’obiettivo è quello di accrescere la felicità, il potere e il benessere di chi lo pratica, ponendo l’accento sulle qualità positive del vivere piuttosto che su quelle negative, poiché il buio cede il passo alla luce in modo spontaneo e relativamente proporzionale all’aumentare della luce stessa.

Il mezzo per ottenere una maggiore consapevolezza di sé è garantito da questa moderna tecnica di respiro, pratica e facile da apprendere, che favorisce una maggiore comprensione dell’esperienza del passato, regalando a chi ne fa esperienza una maggiore capacità di compassione e gioia di vivere.

Così Jim Leonard:

“Il Rebirthing è un’avventura straordinaria, un viaggio nella profondità del proprio cuore e nei rapporti con il mondo che ci circonda”.

Il metodo è tanto mentale quanto fisico, proprio perché coinvolge sia la mente che il corpo, favorendo la riconnessione fra i due attraverso una meravigliosa tecnica respiratoria, in grado di far affiorare dall’inconscio una profonda consapevolezza degli eventi emotivi giudicati negativamente, permettendone l’integrazione.

Fai col non-fare,

agisci col non-agire.

Permetti all’ordine di sorgere da solo.

Tao te Ching Lao Tzu

Onorando in modo pieno la via suggerita dall’antica saggezza del Tao te Ching, il respiro consapevole permette di giungere a essere mettendo da parte il fare; il verbo integrare infatti suggerisce un’idea di azione, ma consiste invece nella cessazione di un’azione, la cessazione del giudicare negativamente.

E così è anche per il verbo rilassarsi, che sebbene sembri indicare un’azione, attraverso la cessazione dell’attività di contrarre i muscoli, rivela il non fare e l’accettazione attiva e integrante di ciò che c’è.

Respirando in modo consapevole, si giunge quindi a essere per mezzo del non fare.

Rifiutare, combattere, opporsi, negare… tutto questo è attività, e l’attività è figlia dell’ego, della mente, è legata a ciò che non siamo.

Accettare consapevolmente, accogliere, amare… tutto questo comporta un’azione spontanea e non condizionata, che fluisce nel divenire delle cose essendo figlia della connessione con la gioia, con Ananda direbbero in India, un’azione ispirata che viene compiuta secondo un profondo e radicato senso della giustizia, senza attaccamento per il frutto dell’azione stessa, così come suggeriscono gli insegnamenti contenuti nella Bhagavad Gita.

Respirare in consapevolezza è permettere al nostro cuore di rivelare segreti silenziosi, mettendo a tacere le facoltà conoscitive e rivelando che nel trascendere il divenire del “fuori”, siamo noi stessi il centro, il centro vuoto di tutto ciò che c’è, permettendo la comprensione che  siamo noi l’origine del problema e sempre noi la fonte della soluzione dello stesso.

Le tecniche di respirazione circolare, grazie al Rebirthing, sono oggi sempre più prese in considerazione anche in Occidente, come mezzo fondamentale attraverso cui ristabilire l’equilibrio tra corpo e mente, sciogliendo blocchi energetici, calmando la mente, aumentando la consapevolezza del qui e ora (il respiro è sempre adesso), e consentendo, anche a noi occidentali, di raggiungere in modo rapido e soprattutto empirico e prevedibile, un contatto profondo con le dimensioni transpersonali che ci abitano.

Respirando in modo attivo può accadere di provare emozioni forti, ma va saputo che si è sempre completamente al sicuro; non si è mai soli e inoltre una sessione di rebirthing si chiude sempre nella distensione e nella pace.

La sofferenza è creata dal “no”, dalla opposizione agli eventi vissuti o che stiamo vivendo.

Il fatto di non consumare l’esperienza in modo pieno, comporta un vissuto mancato, che a sua volta genera una stratificazione di aggregati emozionali, un affastellamento di sofferenze non compresi, che la filosofia indiana chiama Karma.

Il dolore fisico e la sofferenza sono energia che si muove, e tutto si muove per favorire il cambiamento.

Dire sì a ciò che c’è, apre le porte all’integrazione, al solve et coagula, all’alchimia che trasmuta il piombo in oro, permettendo la nascita di una mente nuova.

Il Respiro quindi consente non solo di accelerare lo sviluppo spirituale, ma agisce anche su tutte le sfere vitali di un individuo: il corpo, le emozioni, la mente.


Una cosa veramente importante da sottolineare è che, come già detto, il respiro arriva alla mente attraverso il corpo, senza quindi attivare le modalità conoscitive; la profonda trasformazione è figlia di una fiducia che col tempo diviene sempre più grande, mano mano che si fa esperienza che non di respiro si tratta, ma di Respiro, ovvero di una energia ineffabilmente intelligente e amorevole, che ci sostiene priva di giudizio nel nostro faticoso, ma sempre premiato processo di conoscenza di noi stessi, un processo durante il quale lo Spirito del Respiro muove in noi solamente ciò che può essere guarito in quel preciso momento. La nostra evoluzione personale viene inoltre facilitata dal trovarsi all’interno di un contesto protetto e per un tempo breve, cosa senz’altro preferibile al trascinare per tempi lunghi aspetti problematici di sé.

Tali aspetti costituiscono la cosiddetta “parte ombra” che contiene gli aspetti di sé rifiutati tanto a livello fisico, quanto emozionale, mentale e spirituale.

Incontrare la propria ombra è impegnativo, richiede coraggio, fiducia e impegno appunto.

L’obiettivo del Rebirthing è quello di donarci nuove prospettive del mondo e conseguentemente nuove percezioni e interpretazioni dello stesso.

Alla base di questa ricerca di comprensione di ciò che ci accade, vi è un forte impulso alla conquista della felicità e della stabilità delle nostre emozioni.

Allo scopo di poter raggiungere e centrare un obiettivo di tale portata, è fondamentale approfondire la conoscenza della realtà in modo critico, lasciandoci alle spalle quel realismo definito ingenuo dalla moderna psicologia, secondo il quale è ovvio che il mondo è così come ci appare e la cosa non necessita di essere indagata.

Agli occhi del ricercatore attento e critico invece, la realtà non viene vissuta come un dato, ma come dimensione da indagare con mente e cuore.

 

ESERCIZIO: per sciogliere l'ansia

  • siedi comodamente su di una poltrona o su una seggiola provvista di schienale
  • chiudi gli occhi
  • tieni la schiena e la testa bene eretti
  • rilassa le spalle, permettendo che cadano e appoggia le mani sulle cosce
  • avverti il contatto dei piedi con il pavimento ed esercita una delicata pressione sulla pianta dei piedi stessi per 3-4 secondi
  • ascolta ora il tuo respiro, sii presente per un minuto al respiro che entra e al respiro che esce... accogli le tue percezioni senza giudicarle, lascia che i pensieri e le sensazioni fisiche fluiscano liberamente
  • ora respira in modo più ampio, stai attento a non esagerare. Le inspirazioni devono essere solo leggermente più ampie delle precedenti
  • conta, mentalmente, 20 respiri ampi
  • ora sposta la tua attenzione sull'espirazione, solo sull'espirazione
  • ascolta cosa accade al tuo corpo quando rilasci l'aria presente nei polmoni
  • come si muovono le spalle durante l'espirazione?
  • cosa avverti lungo la schiena quando espiri?
  • quali sensazioni percepisci nel ventre quando butti fuori l'aria?
  • quali altre sensazioni percepisci nel corpo?
  • concediti alcuni secondi ancora di presenza e osservazione di ciò che c'è, prendi infine tre respiri lenti e profondi e, con i tuoi tempi, riapri gli occhi...